lunedì 14 febbraio 2011

il debito pubblico che ci hanno lasciato i comunisti


Nell'intervista farsa del tg1 a Berlusconi (2 febbraio edizione delle 20:00) ci è toccato sentire fra le altre cose che i problemi dell'italia sono dovuti all'incremento del debito pubblico, impennatosi in particolare dal 1980 al 1990 (e fin qui non ci piove) per mano di chi? delle "vecchie forze politiche con i comunisti in primo piano".

Innanzitutto cominciamo col dire che l'impennata più esorbitante si è avuta con il carissimo amico di Berlusconi, Craxi, da lui e dalla sua cricca delle libertà tanto difeso e amato, al punto di mettere alla gogna mediatica i magistrati che fecero il loro dovere all'epoca di tangentopoli e finanche di intestargli vie, strade e piazze.
Craxi, giusto per ricordarci è colui che salvò mediaset in un paio di un occasioni (1984).
Lo ritroviamo anche nel processo All Iberian insieme al suo amico Silvio.
Sta di fatto che Craxi riuscì a far incrementare il debito pubblico del 20% in soli 4 anni. Un record.

I comunisti non erano al governo, nel caso non ce lo si ricordasse, in nessun'altro degli anni presi in considerazione da "l'illustrissimo". Più in generale i comunisti non sono mai stati direttamente al governo. I altri periodi sì, ma al massimo in una coalizione di governo.
Nello specifico con prodi, dal 96 al 98, dove il debito è sceso del 6%, con d'alema, dal 1998 al 2000, dove il debito è sceso di altri 5 punti percentuale, e con Amato, dal 2000 al 2001, in cui il debito è sceso dell' 1,5%. Il tutto per un totale (vista la consecutività degli anni) del 12,50% in 5 anni. Un record, questa volta positivo.

Un'altra apparizione in una coalizione di governo i comunisti l'hanno avuta poi nel governo Prodi, 2006-2008, dove hanno aumentato il debito di 2,5 punti percentuali in 2 anni.
Ad ogni modo in entrambi i casi dubito che centrasse positivamente o negativamente la presenza dei comunisti. Sopratutto viste e considerate le forti divisioni su temi fondamentali che caratterizzarono quei governi immobilizzandoli o facendoli addirittura crollare come nel 2008.

Rimane il fatto che Berlusconi è al governo dal 2008 e il debito non accenna certo a diminuire, tutt'altro. Nel 2008 l'incremento è stato del 2,50% e nel 2009 del 6%. E' notizia di oggi poi che il debito pubblico nel 2010 abbia avuto un incremento del 4,5%.
Il tutto, se la matematica non è un'opinione, è un aumento del 13% in 3 anni.
Si potrebbe perfino pensare che stia tentando di ripercorrere le gesta del suo caro amico Craxi.
A noi non resta che sperare che l'epilogo sia lo stesso, almeno in parte.
Questa volta auspicherei che le verità della storia italiana uscissero alla luce del sole, anzichè finire in un caffè al cianuro.

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