lunedì 16 marzo 2009

Aziende agricole a porte aperte della Lombardia

vi segnalo questo IMPORTANTISSIMO elenco di indirizzi di agenzie agricole per fare acquisti con la filiera corta! scegliete quello più vicino a voi e iniziate a mangiare sano e a risparmiare!!

qui

mercoledì 11 marzo 2009

EXPO 20015 è tutto oro quello che luccica?!


Il 31 marzo 2008 è stata decretata la vittoria di Milano come città dell’expo 2015. Da quel momento siamo stati letteralmente inondati da politici e imprenditori che ci spiegavano l’importanza dell’evento e i vantaggi che avremmo potuto trarre da esso. Da allora, dalle loro bocche sono uscite quasi ossessivamente le parole tecnologia, sviluppo, rilancio di tutti i settori produttivi, cultura, ambiente e soprattutto made in Italy (espressione che per’altro ha perso quasi totalmente di significato).

È davvero tutto così splendido o c’è una doppia faccia della medaglia?

Partiamo dal sito principale dell’expo. È necessario costruire ancora spazi fiere? Milano non è forse già abbastanza fornita di spazi adatti a queste manifestazioni? Ma oltre al sito principale dell’expo verrà inondata di cemento tutta Milano e la sua provincia, ma non solo, anche la neo provincia di Monza e Brianza, quella di Varese e di Como.

Vi chiedete perché? Sono previsti la bellezza di 29 milioni di visitatori, il che significa parcheggi, nuove strade e autostrade, nonchè lavori su quelle preesistenti. Senza dimenticare gli alberghi!

Se fossero favoriti gli ampliamenti dei binari e delle tratte ferroviarie fs e fnm sarebbe indubbiamente meglio, ma questa non sembra la prospettiva adottata visto i progetti che sono già stati approvati come ad esempio il progetto della pedemontana, o appunto i parcheggi.

Insomma Milano e dintorni, già tristemente riconosciuti anche all’estero per il loro allarmante inquinamento non ci guadagneranno certo in qualità dell’aria. L’aspetto di Milano muterà notevolmente come potete vedere dai render. Spunteranno grattacieli un po’ ovunque, ogni territorio rimasto verde o comunque non edificato diventerà un cantiere.

È però parte del progetto expo anche una compensazione globale, che avverrà con l’acquisto di crediti di emissione su due progetti africani, uno asiatico e uno italiano, mentre la ricaduta di compensazione locale sarà realizzata con la messa a dimora (a partire dal prossimo autunno) di 617 Tigli, 526 Frassini, 150 Querce, 144 Gleditsia e 162 Bagolari per un totale di 1600 alberi adulti e formati con una circonferenza al tronco di 25 centimetri, che nell’arco di tempo da oggi fino al 2015 immagazzineranno 120 tonnellate di CO2 pari al 10% dell’impatto complessivo prodotto dal Festival.

Ma, diciamocelo, il 10% è decisamente poco in sé, e tanto più inutile in confronto allo sfruttamento insensato che si farà del territorio. Aggiungete che la quantità di co2 presa in considerazione è solo un calcolo di previsione, in cui difficilmente è stato inserito l’impatto di molti progetti che non sono tutt’ora stati approvati come costruzioni di alberghi e strutture turistiche varie in tutta la Lombardia. Siamo sicuri che questo 10% di compensazione valga ad esempio l’abbatimento del Bosco della Moronera (che equivale per estensione a 100 campi di calcio) per costruire la famigerata autostrada pedemontana a sei corsie che taglierà la Lombardia? Siamo sicuri che valga i campi espropriati ai contadini per lo stesso progetto?

Una domanda interessante alla quale nessuno ha risposto è: “Ma una volta che si sarà concluso l’expo, che dura dai tre ai sei mesi, cosa ce ne faremo di alberghi e parcheggi costruiti anche in città di provincia prive per natura di turismo, delle autostrade, dei grattacieli e dell’ennesima struttura per fiere della Lombardia?” Insomma, “Dovremmo distruggere quel poco di territorio non del tutto cementificato e sfruttato della Lombardia per 6 mesi di fiera?”

Dopo essersi posti questa domanda nasce inevitabilmente una catena di domande concausali, come ad esempio: “quanti interessi economici ci sono dietro all’expo?” “quanti di questi sono o saranno leciti?” “ma soprattutto perché a rimetterci dovrebbe essere il territorio e quindi i cittadini”.

La probabilità che la criminalità organizzata italiana usi l’expo per innescare una catena di azioni corruttorie e di appalti illeciti è alta.

Un altro aspetto da considerare è il momento in cui si presenta questo expo. La forte crisi che stiamo attraversando sta facendo chiudere molti stabilimenti. Per far fronte alla crisi il governo ha tagliato fortemente i fondi all’istruzione, alla sanità, e agli organi di pubblica amministrazione. Eppure hanno deciso di destinare poco più di 10 miliardi all’expo di Milano. È davvero la scelta migliore da fare in questo momento?

Per concludere vorrei farvi notare che la prospettiva con la quale è stato scritto questo articolo non è quella di un’ambientalista idealista, ma è quella del buon senso. In tutto il mondo, i più grandi esperti scientifici, i più importanti capi di stato, a partire da Obama, stanno puntando all’energia pulita, alla razionalizzazione dello sfruttamento del territorio e della connettività su di esso.

Possibile che di punto in bianco siano diventati tutti ambientalisti? Possibile che propendano tutti per un cambio di rotta senza che ci sia un reale vantaggio economico e sociale, oltre che ambientale?

A proposito, il tema principale dell’expo 2015 sarà “difendere il pianeta, energia per la vita”.

Un paradosso.

Federica Borroni

altre conseguenze dell'expo:

-realizzazione del Tav e di nuove autostrade. Oltre alla Pedemontana anche Brebemi)
- 2 nuove tangenziali a Milano, Broni-Casale e Boffalora-Malpensa
- terzo teminal a Malpensa (già non lavorano granchè i primi 2!)
- alberghi, parcheggi, poli logistici di servizio

martedì 10 marzo 2009

Chi paga la crisi???

dopo aver appurato che i soldi per la crisi li prendono dall'istruzione e dalla sanità, dopo averci riempito di slogan sulla sicurezza e di odio razzista, e dicendoci che bisogna risanare la giustizia salta fuori l'ennesima dimostrazione che il governo fa in realtà di tutto perchè essa non funzioni. Dopo le leggi vergogna in tema di giustizia tagliano anche le risorse economiche per ricercare il super latitante Matteo Messina Denaro.
qui l'articolo

vi posto di seguito un'altro articolo interessante sulle intercettazioni.

La mafia, le intercettazioni e le strategie di Berlusconi

Roberto Morrione
Roberto Morrione

Il disegno di legge sulle intercettazioni prosegue il suo cammino parlamentare, apparentemente inarrestabile, qualcosa che la maggioranza deve a ogni costo condurre in porto perché c’è un ordine a cui non si può dire di no.

Rallentato e solo in parte ammorbidito dai dissensi interni della Casa della Libertà, fronteggiato dall’opposizione del PD e dell’Italia dei Valori e da uno schieramento che va dall’ Associazione Nazionale Magistrati e dal CSM alle organizzazioni dei giornalisti e alla stessa Federazione degli Editori, unite in un’insolita alleanza che arriva a superare una difficile trattativa contrattuale, gravato dal sospetto di incostituzionalità, dall’ostilità della stampa internazionale, dal monito delle istituzioni europee, compresa la Corte di Giustizia, il provvedimento ha tuttavia assunto per il premier una centralità strategica.

Non a caso Berlusconi diede a questo obiettivo una valenza prioritaria fin dai primi giorni dopo la vittoria elettorale, richiamandosi a quanto il precedente governo aveva già impostato con il decreto Mastella, approvato dalla Camera dei Deputati con soli sette astenuti.

E’ evidentemente difficile, alla luce di questa sconcertante trasversalità di obiettivi, non scorgere una sorta di autodifesa del ceto politico, rivolta a esorcizzare, bloccando la pubblicazione delle intercettazioni, la conoscenza e il giudizio dell’opinione pubblica sul proprio operato e sui legami di sottopotere che legano parti o singoli esponenti dei partiti alla ragnatela di interessi affaristici e finanziari, in tanti casi al di là della legalità, che domina la vita del Paese.

Che la pubblicazione delle intercettazioni abbia poi spesso tracimato, estendendosi con “rivelazioni” sensazionalistiche ( a volte a comando ) ad aspetti della vita privata che niente hanno a che fare con le inchieste giudiziarie o i comportamenti in vicende di interesse generale, ledendo diritti alla riservatezza e alla privacy, ha costituito la base di una protesta di per sè legittima, ma che costituiva insieme un comodo alibi per coprire e affossare ogni possibilità di fare luce su gravi deviazioni, atti illegittimi, casi di corruzione e quant’altro lede responsabilità pubbliche e diritti dei cittadini.

Ed è a questo punto che si innesta la strategia di Berlusconi, volta non tanto o non solo a coprire vicende e risvolti telefonici personali, che pure sono emersi o potrebbero ancora emergere, quanto a fare di questo terreno un pilastro dell’offensiva per condizionare la Giustizia e affermare un assoluto controllo dell’informazione. Una parte importante, dunque, di quell’attacco alla Costituzione, alla separazione dei poteri, alla libertà di stampa sancita dall’articolo 21, che ne costituiscono l’architrave e che il premier, con l’offensiva a freddo innescata sul tragico dramma di Eluana Englaro, ha cominciato a demolire, facilitato dalla debolezza dell’opposizione politica e dalla crisi esplosa nel Partito Democratico.

Conosciamo ormai i pesanti condizionamenti che il disegno di legge Alfano prevede in materia di intercettazioni, per quanto riguarda gli impedimenti e le pesanti restrizioni poste all’operatività delle procure e dei PM, come la gravità delle sanzioni previste per i giornalisti e per gli editori, fino al grottesco divieto di pubblicare qualsiasi notizia anche non coperta da segreto istruttorio prima della fase del dibattimento, ciò che in Italia può significare anni di ermetico silenzio su vicende di assoluta rilevanza per i cittadini. L’ultima ”trovata” riguarderebbe addirittura una radiazione dall’Ordine, al posto del carcere, ma forse si inventeranno presto qualche altro deterrente…La mobilitazione delle organizzazioni dei giornalisti, come degli editori, ma soprattutto l’espressa volontà di tanti cronisti di non sottostare a una legge liberticida e anticostituzionale, esprimendo forme organizzate di obiezione di coscienza nel caso in cui fosse imposto un vero bavaglio, sono già una risposta chiara, che andrà resa operativa.

Vogliamo però, come Libera Informazione, portare l’attenzione agli aspetti culturali e psicologici sul terreno del contrasto alle mafie e del sistema di complicità e di contiguità di cui si avvalgono nei territori. Pur essendo i reati di mafia, insieme a quelli di terrorismo, apparentemente tenuti fuori dalle restrizioni previste, in realtà ne sarebbero in vario modo investiti, con notevoli intralci, limiti e ritardi nelle indagini, come hanno riaffermato a ogni livello il CSM, magistrati impegnati, il Procuratore Piero Grasso. Disastroso sarebbe però l’effetto indiretto, ma sostanziale, che questa legge avrebbe sul rapporto mafia, politica, istituzioni, che è alla base del vero potere degli interessi criminali e del loro silenzioso progredire fra i meandri degli appalti, della sanità, della pubblica amministrazione, fino al riciclaggio nella finanza e nell’economia legale.

Le mafie ormai conoscono bene la pericolosità delle tecnologie usate dai giudici inquirenti e dagli investigatori attraverso le intercettazioni telefoniche e ambientali, tanto da cercare di ricorrere a loro volta a congegni e precauzioni anti-intercettazioni.

Sarebbero davvero molti i brindisi, non solo fra i capi-clan, ma soprattutto fra i loro referenti e “amici degli amici”, a ogni livello, alla notizia che questo potente nemico tecnologico è stato smantellato o almeno in parte neutralizzato, mentre un’opinione pubblica già largamente indifferente o subalterna si convincerebbe ulteriormente di una “invincibilità” del potere mafioso.

Come ha opportunamente ricordato a Palermo il sostituto procuratore De Matteo, “senza le intercettazioni oggi Provenzano sarebbe a Bagheria a fare affari”.
da: liberainformazione.org

mercoledì 4 marzo 2009

Un po' d'informazione

c'è chi non è ancora convinto della mancanza di libertà nei media italiani.
io lo sono sempre di più. Più mi informo in maniera alternativa (ad es. con i link che trovate nella colonna a destra, link informazione libera) e più me ne convinco, dato che tutte queste notizie vengono totalmente ignorate dai tg italiani.
ecco qualche esempio preso dal sito art21.

Sciopero pensionati: Cantone fa appello ai media
3/3/09 di redazione
Migliaia di pensionate e pensionati provenienti da tutta Italia parteciperanno giovedì prossimo 5 marzo ad una grande manifestazione in piazza Navona a Roma organizzata dallo Spi-Cgil.
In un messaggio ai media, Cantone ha sottolineato come sia “importante che l’informazione segua con attenzione un evento che pone al centro i temi dei redditi da pensione, della non autosufficienza, dei servizi sanitari e dell’assistenza agli anziani”.
qui l'originale

Bergamo: sede di FN nel cuore multietnico. Manganellato un giornalista
di Bruna Iacopino
qui l'originale

Europa 7: Di Stefano scrive al Commissario UE Reding
di redazione
[vi ricordo che Europa7 è il canale tv a cui il nostro stato circa 10 anni fa ha venduto la concessione nazionale e che non va in onda perchè rete 4 non se ne va su satellite]
qui l'originale

L'Inail deve tutelare i lavoratori infortunati, non cercare i vari modi per non indennizzarli
di Marco Bazzoni
qui l'originale

Di ritorno da Gaza. Le verità nascoste di una tragedia.
di Bruna Iacopino
qui l'originale
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Se poi si va a spulciare fra i giornali esteri (per farvi risparmiare tempo c'è un sito di traduttori che lo fa già, "l'italia vista dall'estero") si ottengono considerazioni raccapriccianti!
ecco qualche esempio:

Due politiche italiane denunciano Berlusconi per il suo “disprezzo nei confronti delle donne”
[La Vanguardia] Pubblicato venerdì 27 febbraio 2009 in Spagna
Secondo un comunicato, due politiche italiane hanno denunciato oggi il primo ministro, Sivio Berlusconi, al tribunale di Strasburgo a causa delle “sue continue e ripetute dichiarazioni di disprezzo nei confronti della vita e della dignità delle donne”.
Anna Paola Concia, deputata del Partito Democratico (PD), e Donata Gottardi, parlamentare europea dello stesso partito, assicurano che si sono rivolte al Tribunale di Strasburgo perché in Italia “non è possibile denunciare il Presidente del Consiglio nei tribunali” a causa della legge sull’immunità di cui godono, nel loro paese, le alte cariche dello Stato.
qui l'originale

Peter Popham: La condanna di Mills è un anticlimax
[The Independent] Pubblicato lunedì 23 febbraio 2009 in Inghilterra
“Nessuno dei due imputati si è fatto vedere al processo. Mills ha inviato le sue scuse e giustificazioni, ma Berlusconi non era neanche virtualmente presente: la sua ultima legge “ad personam”, che gli garantisce l’immunità contro le azioni giudiziarie fino alla fine del suo mandato, lo ha strappato dal processo a metà strada.”
“Che lezione morale dovremmo imparare dalla condanna di David Mills e dalla sua sentenza a quattro anni e mezzo di prigione?”
I conti furono usati per pagare al defunto protettore di Berlusconi, Bettino Craxi, milioni in tangenti, per pagare una tangente di 434 mila dollari a un giudice romano, per frodare milioni al Ministero del Tesoro italiano.
Grazie alla prescrizione è improbabile che il piccolo problema milanese di David Mills si trasformi in tempo trascorso in prigione.
Ma la connivenza con la perfidia italiana di un uomo così vicino alla vetta del partito laburista è moralmente oltraggiosa.
qui l'originale

L’Italia indifferente al processo per corruzione di Berlusconi
[BBC] Pubblicato mercoledì 18 febbraio 2009 in Inghilterra
qui l'originale

Berlusconi e le false testimonianze
[Gazeta Wyborcza] Pubblicato mercoledì 18 febbraio 2009 in Polonia
qui l'originale

Caso Eluana : Umberto Eco rivendica il diritto di scegliere la propria morte
[Nouvel Observateur] Pubblicato giovedì 12 febbraio 2009 in Francia
qui l'originale
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La notizia migliore che non c'è stata data da molti tg in questi giorni?

beh ad esempio che Toto Cuffaro ha sostituito d'alia (il senatore della legge ammazzablogger) come garante rai. Ma soprattutto non ci hanno detto CHI E' Toto Cuffaro, e per capirlo bene, vi consiglio questi video:
http://www.youtube.com/watch?v=CZAKZh2JigY
http://www.youtube.com/watch?v=F5MZmJLMQ9Y
http://www.youtube.com/watch?v=X2tKqiIekYA&feature=channel

e per concludere vi posto qui un video di 1 minutino su Dell'Utri....godetevelo!

martedì 3 marzo 2009

NUCLEARE

Qualche informazione sul nucleare:

Il nucleare dà attualmente il 5% dell'energia mondiale, con 490 centrali. se raddoppiassimo le centrali le completeremmo in 20 anni, quando si prevede che avremo raddoppiato il nostro fabbisogno energetico, e da 1.000 centrali nucleari otterremmo solo il 7,5% dell'energia!

Con le centrali non si hanno solo problemi di sicurezza (sono + sicure di prima, ma se lo fossero almeno al 65% le si potrebbe assicurare! invece chissà come mai non fanno contratti d'assicurazione sul nucleare) ma ci sono anche problemi legati al terrorismo.

In Italia se si faranno le centrali saranno di 3^ generazione (stanno già progettando la 4^, manca “solo" il reattore, probabilmente fra 20 anni ci saranno già quelle di 5^ generazione) ma cosa più importante saranno francesi, apparentemente uguali a quelle tedesche, ma chissà come mai costano la metà, chiediamoci SU COSA HANNO RISPARMIATO? (vi consiglio di informarvi sul significato della parola ESTERNALIZZAZIONE DEI COSTI)

Avete bisogno di altre informazioni?

INFORMATEVI:

http://www.greenpeace.org/italy/campagne/nucleare

http://www.greenpeace.it/cernobyl/



video:



effetti esplosione nucleare, simulazione:



test nucleare:



RICORDIAMOCI CHE GLI ITALIANI HANNO FIRMATO UN REFERENDUM PER IL NO AL NUCLEARE!